•luglio 13, 2009 • Lascia un commento

sono stati condannati in primo grado i 4 poliziottu responsabili della morte di Federico Aldrovandi…

…anche se viene spontaneo chiedersi…3 anni e 6 mesi per aver ucciso un ragazzo 18enne inerme a suon di botte e averlo lasciato in strada….è una presa in giro?

Giustizia per Federico Aldrovandi

•giugno 23, 2009 • Lascia un commento

Dal comitato Giustizia per Federico Aldrovaldi:

La notte fra il 24 ed il 25 settembre del 2005 a Ferrara un ragazzo di 18 anni, Federico Aldrovandi, muore nelle mani della polizia. Lo lasciano per 5 ore sull’asfalto, nascondendo inizialmente la verità alla madre che lo cerca. La versione degli agenti parla di una chiamata dei residenti, allarmati dal comportamento strano del ragazzo che una volta fermato avrebbe dato in escandescenze. Se sia vero non si sa. La polizia nega la responsabilità della morte sostenendo che si sia ferito da solo e sia deceduto per overdose in seguito all’assunzione di droga. Gli esami tossicologici smontano la favola dell’overdose. I dettagli emersi dai referti medici, non ancora ufficializzati a 3 anni dall’accaduto, parlano di numerosi segni di percosse su tutto il corpo, una ferita lacero contusa alla testa, le strisce viola delle manette ai polsi e lo scroto schiacciato. La madre racconta di aver riavuto i panni di Federico letteralmente imbevuti di sangue. La notizia rimane insabbiata per mesi… GIUSTIZIA PER ALDRO

Subito dopo la condanna, una delegazione degli amici di Federico si recherà in Viminale per consegnare le adesioni alla RICHIESTA DI SOSPENSIONE dei 4 agenti della Polizia di Stato.
INVIA UNA MAIL DI ADESIONE A mauro.corradini.aldrovandi@gmail.com con il seguente testo : Aderisco alla richiesta di sospensione dal servizio dei 4 agenti della P.S. responsabil della morte di Federico Aldrovandi”.

E’ INDISPENSABILE FIRMARSI CON NOME E COGNOME, l’indicazione della residenza è facoltativa.

http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/

Hurrye Indignata

…Il dibattito sulle colonie è una perdita di tempo…by Netanyahu

•giugno 23, 2009 • Lascia un commento

Il primo ministro israeliano Netanyahu ha affermato che il dibattito sulle colonie è una perdita di tempo e le pressioni internazionali per lo smantellamento delle colonie è ciò che ha impedito fino ad ora il processo di pace.

http://www.haaretz.com/hasen/spages/1095038.html

D’altronde, continua, chiunque ami e voglia la pace dovrebbe accettare le SUE condizioni (Unilaterali e folli):

- stato Palestinese demilitarizzato (con accanto uno stato Israeliano ben armato!!!!!)

- riconoscimento di Israele come uno stato ebraico (!!!)

- Gerusalemme (già occupata, annessa e unilateralmente dichiarata capitale israeliana; separata nei fatti dalla West Bank attraverso le colonie, dove è in corso una politica di demolizione di case palestinesi….) come parte integrante dello stato di Israele

- I profughi palestinesi sono un problema degli altri stati (negazione totale del diritto al ritorno)

- Le colonie israeliane nei territori palestinesi occupati devono essere considerate “una questione separata” (e la terra occupata? e le strade ad uso esclusivo dei coloni? e l’acqua rubata? e i checkpoint? e le aggressioni dei coloni?…questioni separate….)

eh si…un amante della pace che non accetta queste condizioni è sicuramente un pazzo….

Hurrye (la pazza)

Aggressione omofoba a Napoli

•giugno 23, 2009 • Lascia un commento

Mi lascia sempre più sconvolta e piena di rabbia questo mondo e la sua gente. Già…la gente…gli indifferenti….

Ieri a Napoli un gruppo di skinhead ha attaccato prima solo verbalmente poi anche fisicamente dei ragazzi omosessuali. Tutto ciò è avvenuto tra l’indifferenza della gente, la brava gente che non ha mosso un dito.

Nessuno è intervenuto tranne una ragazza ventisettenne, una studentessa che ha iniziato da sola ad affrontare gli skinhead che di tutta risposta l’hanno gettata a terra e riempita di calci….ed anche in questo caso…nessuno si è mosso.

la ragazza è in ospedale…rischia di perdere un occhio per le percosse ricevute.

http://napoli.repubblica.it/dettaglio/difende-lamico-gay-pestata/1658656

E questo non è solo colpa del clima di odio che diffondono le istituzioni, della rivalutazione e esaltazione del fascismo da parte del governo, della giustificazione della violenza con la legalizzazione delle ronde e del razzismo fomentato ad arte dalle nostre televisioni. Non è solo colpa di una ministra delle pari opportinutà che si rifiuta di riconoscere i diritti degli omosessuali, non è solo colpa delle posizioni bigotte e discrimintaorie della chiesa…no!

è colpa anche nostra…di noi tutti. Dov è finita la nostra capacità di indignarci davanti alle ingiustizie? Dov è finita la nostra forza di ribellarci?? Dov è finito il nostro coraggio? La nostra voglia di scendere in piazza e agire! si agire…da quando abbiamo iniziato ad accettare tutto ciò che accade? Da quando abbiamo smesso di lottare?

Guardiamoci bene dentro, siamo tutti colpevoli.

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

11 Febbraio 1917-Antonio Gramsci
Hurrye da Napoli

E’ inumano, inquientate e terrificante quello che sta succedendo in tutta Europa con questa ondata razzista…

•giugno 12, 2009 • Lascia un commento
Ciao a tutti,
due giorni fa e’ successa a Malta una cosa che mi ha molto scossa… Un ragazzo sudanese e’ morto per colpa delle ferite riportate per l’aggressione di un buttafuori che non voleva farlo entrare in discoteca perche’ ubriaco… In realta’ qui se sei nero non ti vogliono dentro…
E questo ragazzo stava aspettando risposta perchè aveva chiesto asilo negli USA. E’ inumano, inquientate e terrificante quello che e’ successo, quello che sta succedendo in tutta Europa con questa ondata razzista… Qui c’è il link all’articolo in inglese…
I suoi amici, la comunità sudanese, tutti l’hanno cercato per giorni, sembrava scomparso… ma come poteva scomparire in questo modo, quando in quel momento doveva essere a malta per inseguire la speranza di una nuova vita? e alla fine, per caso, nella maniera più ufficiosa, si è venuto a sapere che era morto, dal titolo di un giornale. Si è scoperto che erano quasi due settimane che era in ospedale in terapia intesiva, da solo…
Non l’ho mai conosciuto, non ne ho avuto l’occasione, so solo che il pensiero che sia rimasto sono in ospedale lottando per la sua vita 10 giorni non mi lascia in pace… Da solo in un ospedale senza aver nessuno che poteva pregare o sperare per lui, sostenerlo nella sua lotta, che purtroppo ha perso. Non so se quando si è in coma ci si rende conto che si è da soli, oppure con qualcuno che lotta con te, e spero che lui non se ne sia accorto… E i suoi amici sono venuti a saperlo per caso, nessuno che abbia avvisato… E’ pazzesco, è sconcertante, come possono succedere delle cose del genere?
Avrebbe avuto la possibilità di avere una vita migliore in USA, perchè, come ripetono sempre “nessuno mi farà sentire diverso per il colore della mia pelle”… Perchè è una questione di colore, perchè anche gli inglesi e gli americani di colore che vanno in vacanza a Malta hanno problemi ad entrare nei club, perchè se sei nero sei clandestino, sei uno dei “boat people”, sei illegale e te ne devi andare…
Mi fa orrore la strada che l’Europa sta imboccando, e Malta e l’Italia in primis, perchè è la strada dell’odio, del razzismo e della xenofobia… e quella strada porta alla morte di chi, come questo ragazzo, sopravvivendo al genocidio in Darfur, perde la sua vita nella Fortezza Europa.
BidunNoorMaFiHayat

piccoli pensieri sull’informazione in Italia

•maggio 6, 2009 • 4 commenti

Sono giorni che in Italia non si parla d’altro che del matrimonio in crisi del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. I titoli d’apertura dei Tg e le prime pagine dei giornali sono dedicati al premier e sua moglie e Bruno Vespa come al solito fa una puntata ad hoc. Ospite naturalmente il presidente che attacca l’opposizione colpevole di aver sobillato la moglie e di aver ordito un complotto perché invidiosi della sua popolarità. Ma, quando gli italiani sapranno la verità, la sua verità, quella raccontata in una intervista al settimanale Chi (del gruppo Mondadori), allora capiranno che è una persona per bene che non frequenta minorenni, che è un padre “straordinario ed amatissimo”, vittima delle calunnie della sinistra e dei suoi giornali.

  Ma lo sa quest’omino che Freedom house  ha declassato l’Italia da paese “libero” a “parzialmente libero”, unico Paese occidentale, non per i giornali della sinistra, ma perché l’informazione è in mano ad una sola persona?

  Mentre ci aggiornano costantemente sulla querelle Berlusconi-Lario, siamo tenuti all’oscuro di tutto ciò che accade in Italia e nel mondo.

Pochi sanno,per esempio, che i militari italiani hanno ucciso una ragazzina di tredici anni in Afghanistan o che a Gerusalemme gli israeliani ogni giorno demoliscono le case dei palestinesi, o che in Sri Lanka c’è uno scontro cruento tra il governo e le Tigri Tamil. Ma non bisogna allontanarsi tanto, gli italiani non sanno nemmeno ciò che accade realmente in Italia. Così il governo può reintrodurre sotto forma di emendamenti, norme xenofobe e razziste bocciate già nei due rami del parlamento, come i “volontari per la sicurezza” ovvero le ronde o l’allungamento a 180 giorni della detenzione nei centri di espulsione per i clandestini, il reato di clandestinità, il divieto di iscrivere i figli all’anagrafe se la casa è sotto gli standard igienico-sanitari, e per poco non si è avuta una legge che obbligava a presentare il permesso di soggiorno agli stranieri che volevano iscrivere i figli alle scuole medie secondarie. Dopo i medici-spia volevano anche i presidi-spia, per fortuna almeno questo è stato scongiurato…per ora.

Per non parlare delle mezze verità o menzogne che raccontano sul terremoto in Abruzzo e sulla ricostruzione…

…un messaggio….

•aprile 18, 2009 • Lascia un commento

era una bella giornata eri…c’era il sole… sono andata a prendermi un succo di frutta con degli amici…

ricevo un messaggio: “…hanno ucciso Basem a Bil’in”…

Basem è un ragazzo di 29 anni, è stato colpito al petto da un nuovo tipo bomba a gas lanciata dall’esercito israeliano durante la manifestazione non violenta di Bil’in…trasportato all’ospedale di Ramallah è morto poco dopo.

Tra le lacrime….Rabbia…questo ciò che resta…

Rabbia, rabbia, rabbia.

e non mi venissero a dire che la manifestazione era violenta, perchè non lo era. E non mi venssero a dire che se l’è cercata, perchè non è così. E non mi venissero a dire che capita, perchè queste cose non sono casuali.  Da un lato c’è gente disarmata che protesta, dall’altro un esercito corazzato che  spara contro di loro. Questa è la verità. E’ semplice. Hanno sparato per uccidere, L’hanno ucciso.

…Basem…è vivo e lotta insieme a noi…

Mr. President by Nahid Abu T’eima

•aprile 16, 2009 • Lascia un commento

Mr President,

I understand the political burdens you shoulder. I know how busy your schedule is; the stubbornness of our occupier and the disaster and over disagreements with our brothers in Gaza. I know our unceasing fears and questions about when we will get Gaza back and when we might stop defeating ourselves must take up a great deal of your time. I am writing to you on behalf of myself and on behalf of many women, though I am not by any means an appointed representative. I am writing on behalf many many women so that I can stop feeling responsible as my society stands chained and watching as women are killed on the cheap, though we all say we know killing is illegal and violates our religious teachings.

Mr President, less than two weeks after you sighed the UN Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination against Women on International Women’s Day this March, Tahani Uda, a girl from Habla village south of Qalqiliya was smothered to death by her own brother. A week ago, 31-year-old Ula Safi from Al-Maghazi refugee camp in the central Gaza Strip was killed by her relatives under the pretext of the so-called “family honor.” A few days ago a whole family was murdered and the killer used the word “honor” in his defense. I and the women I speak for wished that incident would be the last. It was not. Yesterday 28-year-old Rihab Al-Hazin from the Nusayrat Refugee Camp in Gaza was killed, by her family, and the cycle will go on and on…

I am writing to you because I am convinced that you can protect our right to live, and you can help us achieve justice. You can stop the killing of girls and women whose only crime is being female. Until killers are accorded the sins they hold to women, the killings will not stop.

I am writing to you President Abbas because you are in charge, and you will be asked for an explanation as to why tens of women are being killed by their family members every year. You can stop these “honor” killings with a stroke of your pen and tell our families that there is no honor in killing. Our noble Prophet Muhammad was quoted as saying, “Every individual is responsible for his subjects,” so you too must take responsibility. No more soft law for killers. In all that you do you emphasize to the world that we are a civilized people; you showed our support for women’s rights when you signed CEDAW. But a society that allows killers to kill for mere suspicion without punishment is one lead by a tyrant law which encourages and legitimizes murder.

So I ask, we ask, how many women must be killed by their fathers, brothers or cousins before we notice that this is not civilized? I ask those concerned to tell me, to tell us, how many women will be killed before the political factions, their leaders and all justice seekers take action. If we knew how many, perhaps we could somehow pay the ransom on our lives.

Mr President, history spares no one, and like history we women will not forget and we will not forgive. Palestinians write about the steadfastness and courage of our women, they call them the guardian of Palestinian culture; it is nice talk. While writers write Palestinian courts have passed 70 laws related to the printing of currency; they have not passed a single one on family law or the personal status of women.

Mr President, we are fed up with being fuel. We are fed up with people killing our women and boasting that they put an end to the shame of a family. We are fed up with no one questioning the hollowness of these boasts. We are fed up with explanations of honor. I – we – are infidels, non believers, in our own feeble society. We are fed up with having a Women’s Affairs Ministry which does not demand each time a woman is killed by her kin a halt to the pagan slaughter of females. We are fed up with our weakness and defeat by a heritage that legalizes our killing.

Mr President, I am writing to you in the name of those being slaughtered every day. I am telling you that silence is complicity.

Mr President, we don’t want to be killed just because we are females deigned to protect the family honor with our flesh. We reject the punishment of women and being labeled as the most criminal and deserving of death.

Mr President, one month after the lie known as “International Women’s Day” we remain grateful that you signed CEDAW as an effort to protect us. But we need more. We need a presidential decree that will tell us and our killers that there will be no more immunity; that a killer is a killer regardless of the sex of his victim.

*** Nahid Abu T’eima is Head of Production at Ma’an Network’s Bethlehem studio; originally from Gaza she now lives and works in the West Bank with her children.

IMPORTANTE!!!!

•aprile 8, 2009 • Lascia un commento

http://abruzzo.indymedia.org/article/6233

Abruzzo Social Forum, Caritas, Rifondazione, l’Udu e tante altre associazioni e singoli cittadini si mobilitano per portare aiuto in Abruzzo. Una lista utile, benché parziale, per chi vuole partire come volontario, per chi vuole donare il sangue, cibo, indumenti o medicinali, dare una mano nelle cucine o negli ospedali da campo o offrire ospitalità alle famiglie senza più una casa.

Associazioni, regioni e singoli cittadini si sono attivati per portare aiuti in Abruzzo.

L’Abruzzo Social Forum sta stilando «un elenco di volontari, preparati a fronteggiare la situazione, da tutte le regioni», racconta a Carta Renato di Nicola portavoce dell’Abruzzo Social Forum e aggiunge «Tra i morti di cui nessuno potrà mai sapere niente ci saranno molti macedoni che abitavano in case diroccate nei dintorni de l’Aquila”. Chi volesse raggiungere l’Abruzzo può contattare l’Abruzzo Social Forum alla mail info@abruzzosocialforum.org oppure direttamente Renato Di Nicola all’indirizzo renato.dinicola@virgilio.it o al telefono 3381195358.

«A seguito del terremoto che ha colpito l’Abruzzo, la Caritas Italiana si è prontamente attivata per coordinare gli sforzi delle Caritas che hanno già offerto disponibilità ad intervenire da tutta Italia e anche dall’estero», così si legge in un comunicato diffuso questa mattina dall’ufficio comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana.
«La Caritas Italiana, in stretto contatto anche con il delegato regionale, con i direttori delle Caritas diocesane di Abruzzo-Molise e con i vescovi locali, cerca di farsi prossima con la preghiera e con il sostegno materiale, valutando in questa prima fase le esigenze che emergono nelle comunità e nei luoghi provati dal sisma, per poter attivare interventi adeguati». Il comunicato rende noto le modalità per fare arrivare gli aiuti.
Per sostenere gli interventi in corso [causale «Terremoto Abruzzo] si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C postale n. 347013 o tramite Unicredit Banca di Roma Spa IBAN IT38 K03002 05206 000401120727 Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
• Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma – Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
• Allianz Bank, via San Claudio 82, Roma – Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097
• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
• CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 [orario d’ufficio].

Il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara raccoglie le adesioni di chi è interessato a mettersi a disposizione come volontario per l’emergenza terremoto. Si può telefonare allo 085 2057631.
La Protezione Civile ha allestito cinque centri operativi all’Aquila e in altri paesi della provincia: a San Demetrio, a Pizzoli, a Rocca di Mezzo e a Paganica. Ogni centro sarà riferimento per una serie fra gli altri comuni colpiti: Fossa, Villa Sant’Angelo, San Gregorio, Onna, San Pio, Barrile, Ocre, Lovere, Rocca di Cambio, Pianola, Tempera, Poggio Picenza, Camarda, Poggio di Roio.
Chiunque fosse interessato a donare sangue, può farlo recandosi presso il Centro Trasfusionale dell’ospedale Santo Spirito di Pescara, via Fonte Romana n. 8 [ingresso pronto soccorso], tel. 085 4252687; presso lo stesso centro è attivo anche il punto di raccolta della Fidas Pescara, tel. 085 28221; centro raccolta sangue Avis Pescara, corso Vittorio Emanuele II n. 10, tel. 085 4221129; Chiunque voglia donare del cibo per le popolazioni colpite può portare i generi di prima necessità presso il Banco Alimentare dell’Abruzzo, in via Celestino V [zona nuovo tribunale, tel. 335 7750780]: il Banco Alimentare, mediante la sua rete di enti e associazioni convenzionati nell’Aquilano, ha già iniziato ad inviare i prodotti nelle zone colpite dal terremoto.
Il sangue si può donare anche presso tutti i centri trasfusionali degli Ospedali della regione.
A Pescara occorre recarsi al Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO «Spirito Santo» Via Fonte Romana 8 – 65124 Pescara presso la Fidas è possibile contattare il numero 08528221 [orario continuato aperti fino alle 18] oppure visto che l’ospedale è intasato presso l’Avis a Palazzo Uza in Corso Vittorio Emanuele 10 Tel. 085/42.24.820.

Le iniziative di raccolta del sangue sono state approntate anche
nel Lazio nelle seguenti strutture:
Policlinico Umberto I; ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli; ospedale Sandro Pertini; Policlinico Tor Vergata; ospedale San Giovanni Evangelista Tivoli; ospedale Delfino Parodi Colleferro; San Giovanni Addolorata; Cto; ospedale S. Eugenio; ospedale civile di Velletri; ospedale civile di Frascati; ospedale civile di Anzio/Nettuno; San Camillo Forlanini; ospedale Grassi di Ostia; ospedale Pediatrico Bambino Gesù; I.F.O; San Filippo Neri; ospedale S. Andrea; ospedale San Pietro FBF; ospedale S. Spirito; ospedale civile San Paolo di Civitavecchia; policlinico Gemelli; ospedale degli Infermi di Viterbo; ospedale Civile di Rieti; centro trasfusionale di Frosinone; ospedale S.S. Trinità di Sora; ospedale S.M. Goretti di Latina; presidio ospedaliero di Formia.

in Puglia
Centro trasfusionale del policlinico di bari 0805591111

in Calabria
Avis sta organizzando raccolte anche in Calabria. A Reggio Calabria fa i prelievi dalle 7,30 alle 10 presso la sede di Corso Garibaldi 404 (tel. 0965/813250).
Cosenza:Avis provinciale – Presidente: Piercarlo Spataro Telefono: 098… Fax: 0984 – 21938 Cell: 340 6090301 Indirizzo: Via Arabia 23 Piazza Scura – 87100 Cosenza”

in Valle D’Aosta
dove è pronta colonna mobile di aiuti per l’Abruzzo

in Piemonte
Avis unità di raccolta di Torino: Via Piacenza, 7 10126 Torino tel: 011.613341 – fax 011.3161090 UNITA’ DI RACCOLTA Via Torino, 19 10044 Pianezza tel 011.9661668 – fax 011.9783460, bisogna fissare un appuntamento

La Croce Rossa Italiana ha già inviato nelle zona del disastro 10 mila coperte per fare fronte alle primissime esigenze delle persone rimaste senza abitazione. Alle ore 13 è partita da Roma una colonna di Croce Rossa Italiana che porterà una cucina da campo in grado di fornire 10 mila pasti al giorno e 2 cucine da 200 pasti l’ora ciascuna, già operative da stasera. Sono già in viaggio i team logistici della Cri e numerosi di volontari di Croce Rossa per distribuire subito i pasti sul terreno.
La Croce Rossa Italiana lancia un appello di emergenza a livello nazionale chiedendo a tutta la popolazione di partecipare ad un grande sforzo di solidarietà per alleviare la sofferenza di tutte le vittime del terremoto che ha colpito la regione Abruzzo. Gli interventi nelle aree colpite saranno in particolare orientati agli ambiti sanitario, sociale e di ricostruzione delle infrastrutture sociali, settori in cui la Croce Rossa Italiana vanta una consolidata esperienza.
Per effettuare donazioni alla Cri si posso utilizzare i seguenti sistemi:
- Conto Corrente Bancario
C/C Bancario n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria – Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma
intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 – 00187 Roma.
Coordinate bancarie (codice IBAN) relative sono:
IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020
Causale Pro terremoto Abruzzo
- Conto Corrente Postale n. 300004
intestato a: “Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma
c/c postale n° 300004
Codice IBAN: IT24 – X076 0103 2000 0000 0300 004
Causale: Causale Pro terremoto Abruzzo
- Donazioni on line
È anche possibile effettuare dei versamenti online attraverso il sito web della CRI all’indirizzo:
“www.cri.it/donazioni.html”:http://www.cri.it/donazioni.html
per info: l’ufficio stampa di Croce Rossa Italiana:
+39.06.47.59.209 +39.06.47.59.283

Rifondazione ha organizzato le «Brigate di solidarietà». Dalle 16 sono pariti per l’Abruzzo i primi due gruppi operativi composti da due cucine da campo, squadre di spalatori e un primo invio di cibo, indumenti e medicinali. Chi volesse fare una donazione può farlo anche sul Conto Corrente Bancario Rifondazione per l’Abruzzo IBAN: IT32J0312703201CC0340001497. Inoltre si è allestito preso il Circolo A. Gramsci in Piazza dei Grue 39 a Pescara un c*entro raccolta per coperte, vestiaro, pasta e scatolame* dalle 15,30 [www.rifondazione.it; www.rifondazioneabruzzo.org].

L’Udu, unione degli studenti, sta cercando posti letto per chi ne ha bisogno. Per offrire disponibilità di alloggio telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzaizone@udu.it Finora sono 100 i posti a disposizione nello studentato di Urbino, 12 a Potenza, e quasi 100 le famiglie che hanno messo a disposizione appartamenti e stanze. Arrivano anche disponibilità da alberghi e ostelli, soprattutto dalle Marche e dalle altre regioni limitrofe, ma anche da Palermo e da Belluno. Per segnalare le disponibilità e’ possibile inviare una mail all’indirizzo organizzazione@udu.it o telefonare al numero 064311763.

L’ Anci – associazione nazionale dei Comuni italiani sta predisponendo anche una serie di iniziative in stretto contatto con la Protezione civile. Sul sito www.ancitel.it, è in fase di attivazione uno spazio ‘emergenza terremoto’ all’interno del quale sarà disponibile un’area riservata ai Comuni colpiti dal sisma che vorranno chiedere aiuti o assistenza amministrativa on-line nella predisposizione degli atti utili ad affrontare l’emergenza.

Il Movimento Noiconsumatori.it ha lanciato un appello per raccogliere fondi. «Lanciamo un appello a tutti i cittadini italiani e agli associati a versare un contributo contattando la sede nazionale del movimento Noiconsumatori.it attraverso il sito internet www.noiconsumatori.org o chiamando il numero di telefono 081.556.77.77»

Il Partito democratico ha attivato nella sua sede nazionale una unità di coordinamento per indirizzare, attraverso la Protezione Civile e gli assessorati competenti, aiuti concreti per le popolazioni dell’Abruzzo. Due le principali iniziative attivate al momento: la prima, il reclutamento di volontari con specifiche competenze (medici, infermieri, elettricisti, idraulici, cuochi, falegnami, psicologi, informatici, radioamatori, etc.) che saranno messi a disposizione della Protezione Civile per rafforzare le squadre di soccorso che si apprestano a raggiungere i luoghi colpiti dal terremoto; la seconda, l`allestimento di cucine da campo. I volontari che vogliono aderire a questa iniziativa possono registrarsi tramite il sito www.partitodmeocratico.it oppure contattando il numero 848.888.800.

Per l’Abruzzo si è mobilitato anche il popolo di Facebook. Subito dopo il sisma, è nato il gruppo «Aiutiamo l’Abruzzo», al quale si sono già iscritte quasi 6 mila persone in poche ore e che è attivo per permettere alla gente iscritta al social network di scambiarsi messaggi e informazioni utili come i numeri di telefono dei soccorsi.

Volontari sono partiti da tutte le regioni. Dal Lazio sono partiti 200 volontari, altri 200 dal Friuli, 250 dalla Lombardia, 120 volontari e tecnici sono partiti dall’Emilia, 130 volontari dalla Campania.

Casa dolce casa…….

•aprile 2, 2009 • Lascia un commento

Io sono di là
Mahmoud Darwish

Io sono di là e ho ricordi.
Sono nato come tutti i mortali, ho una madre
E una casa con molte finestre.
Ho fratelli, amici
E una prigione con finestra di gelo.
Mia è l’onda rapita dai gabbiani.
Ho una mia vista, e un filo d’erba in più.
Mia è la luna che splende all’estremo margine delle parole,
Mio il dono degli uccelli
E un ulivo immortale.
Camminai su questa terra prima che le spade
Facessero mensa del suo corpo vivo.
Io sono di là, rendo il cielo a sua madre
Quando il cielo piange per sua madre,
E piango perché una nuvola
Si accorga di me al ritorno.
Ho imparato tutte le parole degne del tribunale del sangue,
Per poter infrangere le regole.
Tutto le parole ho imparato, e poi frantumato
A comporne una sola: Patria.


Immagina di avere una casa tua, di averla ereditata dai tuoi genitori o dai tuoi nonni o di averla comprata. E’ tua. Immagina di aver cresciuto li’ i tuoi figli, di aver fatto li’ i pranzi della domenica, di aver investito i tuoi soldi in essa per renderla piu’ TUA.
Poi immagina che qualcuno bussa un giorno alla tua porta e dice che quella casa, la tua casa, gli appartiene. Qualcuno che quando quella casa e’ stata costruita non era ancora nato, non era li’, non conosce i sacrifici che hai fatto per quella casa, i ricordi che hai in quella casa, l’odore delle pareti della tua casa, quella crepa sul muro della camera da letto e la foto di famiglia tramandata per generazioni. Ma quel qualcuno dice che e’ sua. La pretende. La vuole.

Hay el-Bustan e’ uno dei quartieri di Silwan (Gerusalemme Est), una zona considerata dagli ebrei “il giardino sacro di Davide”. Il giardino sacro di Davide!! e’ proprio questa la scusa ufficiale usata dalla municipalita’ di Gerusalemme per giustificare il piano di demolizioni (Plan E/J/9) che colpira’ 88 case nel quartiere. 115 famiglie palestinesi saranno sfrattate e le loro abitazioni distrutte per costruire un parco archeologico. Sono stati dati 10 giorni alle famiglie per andarsene e trovare un’altra abitazione.
Ma hay el-bustan resiste con le sue due tende di protesta, le manifestazioni non-violente e soprattutto con l’amore che li lega alla loro terra e che rappresenta la loro forza.
Quando una anziana donna mostandomi la sua bella casa mi ha detto “ habebte, haza mesh haram?”(tesoro, non e’ un peccato? –riferendosi alla demolizione-), la mia unica risposta e’ stata abbracciarla.

E tu, immagina che sia la tua casa…il tuo quartiere.
Il nome del mio paese e’ Luco –lucus-, che significa Bosco sacro della Dea angitia. Spero che mai nessun seguace della dea venga un giorno a reclamarlo!

Ma non e’ tutto. Nel quartiere Abbasieh sempre a Silwan, 36 famiglie palestinesi (230 persone in tutto) hanno ricevuto ordine di demolizione e a 55 famiglie nel campo profughi di Shu’fat e’ stato intimato di evacuare le loro abitazioni.

Ancora una volta….Immagina sia la tua famiglia….

A Sheikh Jarrah (sempre Gerusalemme est) la famiglia Hannoun e la famiglia El-Ghawi hanno ricevuto un ordine di evacuazione. A 51 persone e’ stato intimato di lasciare le loro case rivendicate come proprie dalla leadership Sefardita e da un gruppo di coloni israeliani. Una disputa che risale al periodo ottomano e che, fino al gennaio di quest’anno, non vedeva nessuna via di uscita per il rifiuto dei turchi di coolaborare (forse per non rovinare i loro rapporti con israele)!!! Nel corso degli anni, infatti, molte famiglie palestinesi sono state cacciate da sheikh Jarrah, l’ultima evacuazione e’ stata quella della famiglia al-Kurd a Novembre del 2008.
Ma ora l’ atteggiamento del governo turco e’ cambiato e grazie al suo aiuto e’ stato recentemente scoperto un documento negli archivi ottomani di Ankara che conferma che i Sefarditi non hanno mai comprato le terre contese e che quindi sono i palestinesi i legittimi proprietari.
La nuova cooperazione da parte delle autorita’ turche nel fornire documenti relativi alla proprieta’ delle terre puo’ aiutare i palestinesi nella battaglia legale. Ma nonostante la corte israeliana non si sia ancora pronunciata nel merito della questione le incursioni della polizia e dei militari israeliani e gli arresti dei “militanti” sono all’ordine del giorno.
Nel frattempo, comunque, una tenda di protesta e’ stata eretta nel quartiere per testimoniare la volonta’ dei Palestinesi di resistere a questo ennesimo sopruso e un gruppo di locali e internazionali presidia le case a rischio.
Ma tra tutte le spiegazioni e intrighi legali, e’ stata una ragazzina di 15 anni a colpire maggiormente la mia attenzione, una ragazzina che, con una forza e una determinazione mai viste, si rifiutava di andare a dormire dai nonni, in un posto sicuro, come volevano i genitori per restare a presidiare la sua casa.

Immagina di nuovo che si tratti della tua casa, di tua figlia….

Chi si tratti di negazione del permesso di costruire (come sempre piu’ spesso accade quando un palestinese ne fa richiesta), di demolizione di unita’ abitative o evacuazione di famiglie e che si adducano motivi religiosi, presunti legali o altro la politica colonialista seguita dal “democratico” stato di israele e’ chiara.
Il progetto rientra nella piu’ grande strategia del governo israeliano di diminuire la presenza palestinese a Gerusalemme Est (occupata da Israele nel 1967 e unilateralmente annessa nel 1980) riducendola al 12% entro il 2020 e durante i prossimi “colloqui di pace” mettere il mondo di fronte al fatto compiuto: una Gerusalemme ebraica.

Intanto, quest’anno, Gerusalemme e’ la capitale della cultura araba…

Hurrye da ramallah